Buongiorno amici e buona vigilia di Carnevale!
Sicuramente molti di voi saranno alle prese con lasagne e dolci tipici del periodo; io ho già bissato con sanguinaccio e chiacchiere e domani certamente non potranno mancare per chiudere il pranzo a base di lasagna, perchè le tradizioni vanno rispettate, insegnate e tramandate!
A proposito di chiacchiere, voi come le chiamate? Frappe, sfrappe, sfrappole, cenci, bugie, galani, lattughe o in altro modo ancora?
Probabilmente in Italia non esiste dolce con più nomi! Io, da buona napoletana, in questo articolo le chiamerò chiacchiere (lo sapete che furono chiamate così dal cuoco di corte napoletano Raffaele Esposito, quando le presentò alla Regina Margherita, mentre era immersa in una conversazione con alcuni suoi ospiti?).
La ricetta base cambia poco da regione a regione, consentendo varianti soprattutto per quanto riguarda la componente alcolica, che varia dal Marsala, alla grappa, al vino bianco, allo Strega, ma anche al limoncello. L'importante è che siano leggere (pare rappresentino proprio la leggerezza e l'effimero), friabili e, soprattutto, irresistibili!
Discorso, questo, valido per le chiacchiere fatte in casa o in pasticceria, perchè, se ci riferiamo ai prodotti della grande distribuzione, qualcosina cambia. Non che siano da demonizzare, ma cerchiamo di capire le differenze qualitative e se valga davvero la pena spendere qualche euro in più acquistandole in pasticceria o al panificio.
Chiacchiere a peso d'oro
Avrete senz'altro sentito la polemica che ha riguardato le chiacchiere "costose, ma non care" di Iginio Massari, vendute a € 100,00/kg.
Io, sinceramente, sindacherei più che il suo operato, quello di coloro disposti a spendere un prezzo ingiustificato (il mercato lo facciamo noi, ricordatelo!) per un prodotto così semplice, ma, tralasciando i giudizi, certo è che la loro qualità sarà senz'altro superiore (e vorrei pure vedere!!) a quelle dei supermercati.
I prezzi delle pasticcerie per questo prodotto, mettendo da parte il signor Massari, variano mediamente dai 20,00 ai 60,00 euro (ma mio cugino che vive a Milano mi diceva che una nota pasticceria le vende ad un euro al chilo, superando ampiamente il costo di €100,007kg!), quelli delle panetterie dai 15,00 ai 30,00 e quelli del supermercato dai 3,00 agli 8,00.
La differenza di prezzo con le chiacchiere del supermercato ci salta agli occhi, ma si sa che i prodotti industriali non possono competere con quelle artigianali!
Ciò che probabilmente si sottovaluta acquistando una confezione di 3,00/5,00 euro è la probabile presenza di additivi che con la ricetta delle chiacchiere non hanno proprio niente a che fare. Quindi...basta chiacchiere del supermercato?
Non necessariamente, se non aspirate ovviamente ad un prodotto di qualità superiore e volete accontentarvi o gustare un prodotto tipico del periodo facendo i conti con le vostre tasche.
L'importante sarà, ancora una volta, leggere la lista degli ingredienti. Vediamo.
Chiacchiere da supermercato
I prodotti dolciari del supermercato contemplano, spesso, nella lista degli ingredienti, acidificanti, conservanti, aromi non meglio specificati, coloranti, esaltatori etc., che possiamo genericamente chiamare additivi. E le chiacchiere non fanno eccezione.
Ora, nonostante siano consentiti dalla legge, questa prevede in molti casi una soglia massima oltre la quale iniziano a preoccupare. Soprattutto se pensiamo che sono molti gli alimenti processati di uso comune a contenerli e che, dunque, sommandosi tra loro, non è poi così difficile superare le quantità consigliate.
Discorso a parte per il bio, in cui gli unici additivi consentiti sono i conservanti, normalmente di origine naturale. Queste chiacchiere rappresentano, ad esempio, una valida scelta, oltretutto vegana
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Ma da quali additivi dovremmo soprattutto tenerci alla larga? E quali ingredienti base preferire?
Quanto alla prima domanda, beh, già sappiamo bene che insaporitori quali il glutammato o edulcoranti come l'aspartame, sono dichiarati potenzialmente cancerogeni, ma non sono purtroppo i soli: nelle chiacchiere del supermercato, la cui scadenza è relativamente lunga, figureranno, infatti, sicuramente dei conservanti chimici, alcuni dei quali allergizzanti, altri più pericolosi.
Leggete allora sempre bene le etichette e scartate i prodotti con conservanti potenzialmente tossici contenenti zolfo (codici da E220 a E228; l'uso del E225 in Europa già non è più consentito da qualche anno) e quelli contenenti azoto (da E249 a E252; vi rientrano i nitriti e i nitrati, che sappiamo avere la capacità di trasformarsi in sostanze cancerogene all'interno del nostro organismo), spesso usati per coprire una qualità non ottima degli altri ingredienti.
Sempre guardando l'etichetta, controllate poi che gli ingredienti base siano pochi e che tra di essi ci sia il burro; preferite, inoltre, sempre quelle fritte in olii semi pregiati (sì girasole/arachidi, no palma/colza).
Con una scelta attenta, anche un prodotto di media qualità può rivelarsi buono. Del resto, come disse il ciciniello allo squalo: "Pur'io so' pesce!" 😅
Se le chiacchiere diventano...bugie!
E se adesso vi dicessi che in panetteria avete acquistato le stesse chiacchiere del supermercato ad un prezzo nettamente superiore?
Non che sia così frequente, ma ogni tanto qualche scandaluccio si verifica e ci riporta alla mente il recente sequestro dei finti panettoni artigianali. Mi spiego meglio.
Alcune panetterie (certamente non quelle storiche e consolidate!) fanno credere al cliente che si tratti di un loro prodotto artigianale, quando invece lo hanno comprato da aziende della grande distribuzione...in pratica le stesse che riforniscono i supermercati!
Come accorgersene?
La suggestione spesso inganna e non è impossibile che le valutiate comunque un buon prodotto, soprattutto se non avete mai assaggiato quello del supermercato per un confronto. Ma colore e forma saranno buoni indicatori, perchè le chiacchiere artigianali non potranno mai essere perfette e tutte uguali!
Quindi, fidarsi è bene, ma a volte, come ha detto qualcuno, la fiducia può essere "madre della disattenzione" e di una truffa ai nostri danni.
Conclusioni
Pronti a gustare questi dolcetti tipici del Carnevale?
Bene, l'importante sarà spendere consapevolmente un prezzo commisurato alla qualità, anche se le vostre tasche non vi consentiranno di acquistare le chiacchiere di pasticceria.
Ma se volete concedervi comunque un prodotto superiore senza dissanguarvi, allora gustatene magari una soltanto al prezzo di 1 euro (altro che Iginio Massari! Una chiacchiera ad 1,00 euro si traduce nel prezzo di circa 125,00 euro al chilo!) o imparate a farle in casa: dopo un paio di tentativi vi verranno perfette!
Io vi do una dritta che conferirà alle vostre chiacchiere un aspetto insolito e super glamour: la polverina d'oro al posto dello zucchero a velo! In verità la comprai per preparare una torta a tema "Il Signore degli Anelli" e ho finito per utilizzarla anche per altro! Vi consiglio questa
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E ora...buon Carnevale a tutti, lasciandovi trasportare da gioia, leggerezza e sapori autentici di una volta!
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