venerdì 19 aprile 2019

Buona Pasqua !


Che sia bianco o al latte, fondente oppure nocciolato, artigianale o confezionato, buona scorpacciata di cioccolato a tutti!


Ma ricordate che, se è vero che fa bene e rende pure felici, è altrettanto vero che le uova non crescono sugli alberi, per cui, come dico sempre, occhio all'etichetta e trattatevi bene!

giovedì 25 gennaio 2018

Il sacchetto della discordia








Salve amici,

l'anno nuovo è iniziato con la polemica sulla tassa sui sacchetti dell'ortofrutta (ma anche di macelleria, pescheria e farmacia) e, ovviamente, Spesissimevolmente non poteva esimersi dal parlarne.

Cerchiamo innanzitutto di risalire alle motivazioni del decreto, sulla carta indispensabile ai fini della tutela ambientale in base alle ultime disposizioni europee.

In realtà, la direttiva comunitaria del 2015 ha sancito qualcosa di nettamente diverso, in quanto riferita alle busta in plastica per la spesa, prevedendo addirittura la possibilità di escludere le bustine per l'ortofrutta!!
 
Ma non solo: Bruxelles precisa anche che i singolo Stati possono addirittura scegliere di consentire l'utilizzo delle borse di plastica ultraleggere (con uno spessore inferiore a 15 micron) " fornite come imballaggio primario per prodotti alimentari sfusi”.
 
E allora cosa è successo?
 
E' successo che Italia e Francia hanno imposto il pagamento, ed il contestuale divieto di riutilizzo per motivi igienici, delle famose bustine trasparenti, mentre nel resto dell'Europa si è limitato il pagamento alle sole buste della spesa in plastica tradizionale.
 
Il fatto che non ci siano alternative, fa del nuovo costo una vera e propria tassa. Ovviamente, noi tutti vorremmo contribuire nel nostro piccolo alla tutela dell'ambiente, ed è altresì vero che in un periodo di rincari, i 2 o anche 10 cent./€ potrebbero sembrare ridicoli, ma...siamo sicuri che la misura sia effettivamente efficace?
 
Non so se ve ne siete accorti pure voi, ma mi capita di vedere ultimamente molte più persone optare per le confezioni di mele, cachi, carote e via dicendo già belle e fatte e prezzate, con tanto di vassoietto imballato..... con plastica!!😒😒
E allora??

Oppure, e scene simili le hanno trasmesse anche in tv, consumatori industriosi che attaccano direttamente l'etichetta sull'articolo e si vedono poi addebitare il costo del sacchetto (inesistente!!) nonostante il sotterfugio.
 
Se l'obiettivo è ridurre l'impatto ambientale, meno rifiuti si producono, anche se biodegradabili (e qui sarebbe da aprire un'altra parentesi, perché secondo una ricerca pubblicata dall'università di Pisa, anche i sacchetti biodegradabili non sarebbero facilmente smaltibili nei sedimenti marini. Inoltre, l'applicazione su di essi dell'etichetta contenente inchiostro chimico, comprometterebbe la cosa ) meglio è, o no??
 
C'è ancora tanta confusione anche da parte degli addetti ai lavori, dato anche il rischio delle pesanti sanzioni in cui potrebbero incorrere...o cosa??
 
Se lo scopo dell'innovazione è affrontare il problema dell’usa e getta dei sacchetti in plastica, promuovendo il rispetto dell’ambiente, perché allora consentire ancora la produzione di posate monouso, vaschette in polistirolo per il pollo o cosmetici contenenti microplastiche? E perché vietare al consumatore di mettere ciò che acquista in una borsa in rete riutilizzabile?
Ben vengano assolutamente tutte le iniziative miranti a ridurre l'inquinamento globale, anche sotto forma di nuove tasse,  purchè siano però inserite in un'ottica globale che imponga al contempo il divieto di imballaggi non riciclabili o incentivi la vendita di prodotti sfusi e i vuoti a rendere. Il consumatore, sennò, si sente un po' disorientato o peggio, preso in giro.

Un piccolo passo in avanti a favore del consumatore è stato fatto, nel momento in cui, qualche settimana fa, si è sancita la possibilità di portare da casa sacchetti nuovi (un sacchetto ha una vita media di 12 minuti!!), monouso, idonei per gli alimenti e biodegradabili (ma che controlla poi la sussistenza di tutti i requisiti??!).
 
Sta di fatto che però, ricorrere a contenitori riutilizzabili, tipo sportine o ceste (come fanno nelle Fiandre, ad esempio) sarebbe stata la soluzione più pratica, semplice ed economica per tutti!
 
Buona spesa a tutti! 😏





mercoledì 20 dicembre 2017


Tanti auguri, amici miei, e grazie per quest'altro anno trascorso insieme!

All'anno prossimo!

mercoledì 13 dicembre 2017

Stranger lights








Ciao amici,

mi perdonate per questa lunga sosta? Sto lavorando al mio prossimo libro e vi ho trascurati un po'...forgive me!!🙏🙌

Ma veniamo a questo Natale che è ormai alle porte: tutto pronto nelle vostre belle casette? A che punto siete con gli addobbi?

Io, da buona napoletana cultrice delle tradizioni, ho addobbato sì l'albero (anzi, un alberone per la verità), ma non potevo tralasciare il presepe. E devo dirvi che la sistemazioni delle luci è stata ardua almeno quanto quelle dell'albero! 😌

Non si possono mica sistemare a casaccio, scegliendo il primo colore che capita o magari non coprendo strategicamente i fili! E no, c'è tutto uno studio alla base e, come in tutte le cose, se si vuole che riescano bene, ci si deve riflettere su mettere d' impegno.
Ora, qual è il consiglio che io vi do sempre? Usare il cervello quando fate degli acquisti; le serie di lampadine non sono tutte uguali, e non mi riferisco soltanto alle tipologie. Ci sono, purtroppo, in commercio anche prodotti costruiti senza le accortezze necessarie a renderle sicuri e spesso non prestiamo la giusta attenzione nell'acquistarli perché siamo più concentrati sul prezzo ridotto.

Ora, il rischio principale è che si surriscaldino e a contatto con gli alberi (vi rimando al mio articolo sugli alberi di Natale del 30 novembre 2015, dove vi parlavo dell'infiammabilità i quelli artificiali non a norma)  e i presepi ( dove le lampadine entrano spesso a contatto con materiali facilmente infiammabili come carta,  paglia oppure vicino all’acqua) provocando un bell'incendio (servono 40 secondi per distruggere un appartamento, è questo il risultato dell’esperimento messo in atto dalla U.S. Consumer Product Safety Commission per dimostrare i pericoli che può nascondere un comune albero di Natale).😨

Come facciamo a riconoscerli? Ci sono, come al solito, degli indizi che ad un occhio attento non possono sfuggire:
  • diffidate, anzitutto, di spine fragili e dei fili troppo sottili e sprovvisti di guarnizione;
  • ricordate che C E è il solo marchio di uniformità alle disposizione comunitarie e non CE scritto senza separazione tra le due lettere (che sta per China Export);
  • spesso questo pseudo marchio si trova in posti che la legge non prevede, come sulla spina;
  • il controller per la variazione dei giochi di luce non è resistente, ma "scricchiola" se premuto con forza;
  • mancano le istruzioni per l'uso o non sono tradotte in lingua italiana;
  • manca l'indicazione del produttore;
  • se si acquista online, bisogna prestare attenzione non solo alle caratteristiche del prodotto, ma anche all'affidabilità del venditore ed assicurarsi che ci sia la garanzia di 2 anni prevista dalla normativa europea.
Purtroppo il fenomeno è molto diffuso e si parla già di centinaia di migliaia di luci sequestrate nel nostro Paese in questo periodo, a testimonianza del fatto che, per fortuna, vengono effettuati controlli da parte delle autorità competenti.

Purtroppo, però, i controlli sono sempre troppo pochi rispetto al volume dei prodotti presenti sul mercato ed è quindi fondamentale che ognuno di noi sia informato per potersi difendere da prodotti veramente pericolosi....le decorazioni luminose sono pur sempre dei dispositivi elettrici, con tensioni al loro interno anche di 230V!!

Quindi, seguendo sempre e comunque tutte quelle accortezze nel sistemare le luci (meglio utilizzare una presa per ogni spina, non usare ganci metallici per fissare le serie, verificare l'integrità delle luci dell'anno precedente, non sistematele a contatto con carta da parati se siete fans di Stranger things 😁 ....),

non rinunciamo ad illuminare la nostra casa a festa, ma facciamolo in sicurezza senza dubbie stranger lights! 😉


martedì 31 ottobre 2017

Buon dolcetto a tutti!👻






Esorcizziamo la paura con una golosa e salutare Spider-crostata di farina di kamut, con semini di chia e crema di nocciole e cacao fatta in casa. 😏😋

venerdì 13 ottobre 2017

Una difesa green contro l'inquinamento domestico







Ben ritrovati a tutti, amici di Spesissimevolmente!
 
E' da un po' che non ci sentiamo, la pausa estiva è stata più lunga del previsto, ma del resto...fa ancora così caldo!
 
Riapriamo questa nuova stagione con un argomento che verrà più ampliamente trattato nel mio prossimo libro, ma che mi fa piacere anticiparvi anche in vista del fatto che a breve (ahimè) le ore trascorse all'aria aperta si ridurranno per forza di cose. E quindi?
E quindi saremo costretti a trattenerci più tempo tra le quattro mura domestiche, mura che spesso nascondono insidie invisibili e subdole. Proprio così, perché anche siamo chiusi nelle nostre belle casette, a meno che non abitiamo in una baita di montagna senza corrente elettrica, con mobili costruiti dal nonno di Heidi, i pericoli di assorbire formaldeide, onde elettromagnetiche, polveri sottili e quant'altro purtroppo sussiste.
 
Non disperiamo, però, perché esistono degli stratagemmi che possiamo adottare per difenderci.
 
Nell'articolo del 15 settembre scorso già ebbi modo di parlarvi della Shungite Elite, pietra minerale capace di neutralizzare le radiazioni elettromagnetiche; oggi vi parlerò, invece, di alcune piante da interno, facili da coltivare e in grado di assorbire non solo radiazioni, ma anche inquinanti quali formaldeide, tricloroetilene, ammoniaca, toluene o benzene, monossido di carbonio, ossido di azoto, abilmente nascosti nelle nostre stanze in mobili, tappeti, detergenti, tende stampate, molte carte da parati e tanto altro.
 
Sì, avete capito bene, in base a ricerche scientifiche compiute, tra l'altro, anche dalla NASA, ci sarebbero piante "di difesa",  anche molto belle esteticamente, che non richiedono particolari cure e che generalmente assorbono anidride carbonica e liberano ossigeno durante la notte. Questo il motivo per cui l'Aloe Vera o la Sanseveria ("Lingua di suocera"), ad esempio, possono essere tenute anche in camere da letto, deumidificando l'aria oltre a purificarla.
E l'elenco continua con lo Spatifillo, la Palma di bambù, la felce di Boston, il Cactus Peruvianus, il Ficus Benjamin, la Dracaena Fragrans, solo per citare le più efficaci .
Diciamo che forse queste ultime, date la loro capacità straordinaria di assorbire formaldeide, prodotta anche dai fornelli a gas o dai sacchetti di plastica, sono maggiormente indicate per ambienti come cucine e soggiorni.
In bagno, invece, potreste collocare una bella orchidea profumata, o una "palmetta della fortuna" (scient. Chamaedorea elegans), particolarmente adatte a catturare ammoniache e toluene contenuti in molti detergenti e resistenti anche ad ambienti poco illuminati.
 
Insomma, una vera barriera verde contro l'inquinamento domestico, spesso purtroppo addirittura maggiore di quello esterno, e causa di asma, allergie, di dermatiti, ma purtroppo anche di patologie gravi nel caso di esposizioni costanti e prolungate.
 
Quindi, come dico sempre per l'alimentazione, allarmarsi non serve a nulla, ma essere previdenti è un dovere!
 
E farsi circondare da piante "mangiaveleni" farà bene non solo alla salute, ma anche all'umore, soprattutto se la pensiamo come Lupo Alberto: " Le piante non sono stupide. Hai mai visto un’edera avvinghiarsi a un cactus?" 😂😂😂
 
Ah...dimenticavo! Questo Natale regalatevi una Stella di Natale in più, bella e festosa, ma anche utilissima contro il benzene!
 
p.s. Questa è la mia Sanseveria, che ha ereditato l'atteggiamento fiero dal principe settecentesco Raimondo di Sangro principe di San Severo, gran cultore di piante (e non solo!!), a cui deve il nome botanico.
 


martedì 13 giugno 2017




"Spesissimevolmente...." vi augura buone vacanze e vi dà appuntamento a settembre!

P.s. Se avete argomenti da proporre, non esitate a scrivermi! Li valuterò in questi mesi e, se saranno idonei, li elaborerò per voi!  😉