Una difesa green contro l'inquinamento domestico
Ben ritrovati a tutti, amici di Spesissimevolmente!
E' da un po' che non ci sentiamo, la pausa estiva è stata più lunga del previsto, ma del resto...fa ancora così caldo!
Riapriamo questa nuova stagione con un argomento che verrà più ampliamente trattato nel mio prossimo libro, ma che mi fa piacere anticiparvi anche in vista del fatto che a breve (ahimè) le ore trascorse all'aria aperta si ridurranno per forza di cose. E quindi?
E quindi saremo costretti a trattenerci più tempo tra le quattro mura domestiche, mura che spesso nascondono insidie invisibili e subdole. Proprio così, perché anche siamo chiusi nelle nostre belle casette, a meno che non abitiamo in una baita di montagna senza corrente elettrica, con mobili costruiti dal nonno di Heidi, i pericoli di assorbire formaldeide, onde elettromagnetiche, polveri sottili e quant'altro purtroppo sussiste.
Non disperiamo, però, perché esistono degli stratagemmi che possiamo adottare per difenderci.
Nell'articolo del 15 settembre scorso già ebbi modo di parlarvi della Shungite Elite, pietra minerale capace di neutralizzare le radiazioni elettromagnetiche; oggi vi parlerò, invece, di alcune piante da interno, facili da coltivare e in grado di assorbire non solo radiazioni, ma anche inquinanti quali formaldeide, tricloroetilene, ammoniaca, toluene o benzene, monossido di carbonio, ossido di azoto, abilmente nascosti nelle nostre stanze in mobili, tappeti, detergenti, tende stampate, molte carte da parati e tanto altro.
Sì, avete capito bene, in base a ricerche scientifiche compiute, tra l'altro, anche dalla NASA, ci sarebbero piante "di difesa", anche molto belle esteticamente, che non richiedono particolari cure e che generalmente assorbono anidride carbonica e liberano ossigeno durante la notte. Questo il motivo per cui l'Aloe Vera o la Sanseveria ("Lingua di suocera"), ad esempio, possono essere tenute anche in camere da letto, deumidificando l'aria oltre a purificarla.
E l'elenco continua con lo Spatifillo, la Palma di bambù, la felce di Boston, il Cactus Peruvianus, il Ficus Benjamin, la Dracaena Fragrans, solo per citare le più efficaci .
Diciamo che forse queste ultime, date la loro capacità straordinaria di assorbire formaldeide, prodotta anche dai fornelli a gas o dai sacchetti di plastica, sono maggiormente indicate per ambienti come cucine e soggiorni.
In bagno, invece, potreste collocare una bella orchidea profumata, o una "palmetta della fortuna" (scient. Chamaedorea elegans), particolarmente adatte a catturare ammoniache e toluene contenuti in molti detergenti e resistenti anche ad ambienti poco illuminati.
Insomma, una vera barriera verde contro l'inquinamento domestico, spesso purtroppo addirittura maggiore di quello esterno, e causa di asma, allergie, di dermatiti, ma purtroppo anche di patologie gravi nel caso di esposizioni costanti e prolungate.
Quindi, come dico sempre per l'alimentazione, allarmarsi non serve a nulla, ma essere previdenti è un dovere!
E farsi circondare da piante "mangiaveleni" farà bene non solo alla salute, ma anche all'umore, soprattutto se la pensiamo come Lupo Alberto: " Le piante non sono stupide. Hai mai visto un’edera avvinghiarsi a un cactus?" 😂😂😂
Ah...dimenticavo! Questo Natale regalatevi una Stella di Natale in più, bella e festosa, ma anche utilissima contro il benzene!
p.s. Questa è la mia Sanseveria, che ha ereditato l'atteggiamento fiero dal principe settecentesco Raimondo di Sangro principe di San Severo, gran cultore di piante (e non solo!!), a cui deve il nome botanico.




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