Tempo di tisane, ma senza quegli "ingredienti" in più



Buongiorno amici e buon inizio settimana 😊!

Con questo freddo, quale occasione migliore per una bella tisana da sorseggiare mentre lavoriamo al computer o per riscaldarci un po' durante una pausa?

Personalmente, trovo sempre il momento per una tisana, soprattutto dopo aver scoperto anche quelle a freddo, molto dissetanti in estate.

L'offerta è davvero vastissima, si va dalle classiche a quelle più di tendenza come la Butterfly Pea dal colore blu o la deliziosa al cacao-cocco-caramello, da quelle dimagranti a quelle rilassanti o eccitanti, da quelle con fiori interi a quelle all'aglio o ai funghi , con o senza glutine...insomma, una vera rivincita delle tisane sui tè!

Ovviamente, in tutto questo universo non poteva non affacciarsi il bio, teoricamente da preferire, ma verificando sempre che si tratti veramente di prodotti biologici certificati o che comunque garantiscano standard di qualità elevati. 

Eh sì, perchè come ho detto anche altre volte, non solo esistono sul mercato i "falsi bio", ma anche i prodotti biologici certificati possono talvolta nascondere sorprese non gradite.

Vediamo insieme come destreggiarci, in particolare nel campo delle tisane, biologiche e non.


Tisana ai pesticidi, con aggiunta di glifosato e una spruzzatina di alcaloidi: no grazie!


Noi tutti associamo una bella tazza di tisana ad un momento rilassante, ma se vi dicessi che c'è ben poco da rilassarsi con molte tisane attualmente in commercio?

Senza creare allarmismi, anche perchè i rischi maggiori sono associati ad un consumo intensivo, direi che è arrivato comunque per tutti il momento di scegliere la tisana più giusta, da sorseggiare senza ansie.

Partiamo dai pesticidi, particolarmente diffusi nelle coltivazioni delle erbe utilizzate per la maggior parte delle tisane, soggette ad elevati rischi di essere danneggiate da funghi e insetti. Mettiamoci pure che non è del tutto escluso l'utilizzo di pesticidi revocati già da diversi anni e che le foglie non vengono quasi mai lavate e il quadretto peggiora ulteriormente.

Quanto agli erbicidi, non poteva esimersi il tanto odiato  e pericoloso glifosato, nonostante lo si trovi in quantità maggiore nei tè che nelle tisane, per i climi caldi in cui i primi vengono coltivati. Fatto sta che, comunque, in molti campioni di tisane analizzati, la percentuale riscontrata si avvicinava molto al limite massimo consentito per legge (2 mg/kg).

Passiamo agli alcaloidi, in particolare a quelli pirrolizidinici (AP), sostanze tossiche che le piante sviluppano naturalmente per difendersi dai roditori e nocive per la nostra salute, al punto da essere considerate cancerogene se ingerite in dosi elevate; il Reg. Europeo 2020/2040 ne stabilisce un limite massimo consentito, ma non mancano casi di prodotti in cui venga superato.

Per ultimi, i metalli pesanti, ma c'è da dire che le tracce rinvenute sono così irrilevanti da non destare preoccupazioni per la salute e...meno male, perchè non esiste per le tisane (a differenza dei tè) una normativa al riguardo!

Alla luce di quanto detto, scegliere prodotti biologici appare più che mai la strada migliore, sempre, però, con le dovute accortezze.


Anche il "bio" può talvolta riservare sorprese


Partiamo dalle basi: perchè un prodotto sia effettivamente bio, oltre al logo comunitario verde della foglia con le dodici stelline, dovrete trovare in etichetta un codice alfanumerico che identifica l'organismo controllore. Tutti gli ingredienti biologici dovranno, inoltre, essere contraddistinti da un asterisco o seguiti dalla dicitura "da agricoltura biologica".

Ma quando un prodotto viene dichiarato biologico?
Quando lo è almeno il 95% dei suoi ingredienti e la parte residua rispetta comunque alti standard di qualità; sarà compito di un apposito organismo di controllo verificare la sussistenza di tali condizioni almeno una volta all'anno.

Va da sè che un prodotto biologico non potrà contenere tracce di pesticidi, insetticidi, diserbanti o fertilizzanti.

Tutto ciò premesso, osserviamo da vicino il caso delle tisane bio, dato che, proprio recentemente, è stata ritirata dal mercato una tisana bio di un noto marchio perchè contenente il pesticida "clorpirifos".

Ma come ci è finito un pesticida in un prodotto bio? O meglio, come è stata attribuita la certificazione bio a quel prodotto? E ancora, come è possibile che quel prodotto bio contenesse non solo un pesticida, ma un pesticida neurotossico e cancerogeno vietato dal 2020 in Europa??

Quanto alla contaminazione, non ci vengono fornite risposte convincenti, mentre l'errata certificazione è da attribuire evidentemente ad un errore umano. 

Che poi in Europa si continui ad utilizzare un prodotto vietato è spiegato con la soglia massima consentita dall'Unione Europea (0,01 mg/kg), soglia che, anche se leggermente superata, consente a quel prodotto di entrare comunque in commercio. Aggiungiamo che proprio in Italia, per determinate coltivazioni (non bio) particolarmente aggredite da cimice asiatica (melo, pero, pesco, nocciolo), si utilizza un pesticida proprio a base di clorpirifos, in deroga alla normativa comunitaria...roba da mettersi le mani nei capelli!!

Il caso del ritiro dal mercato della tisana bio non deve destare, comunque, particolari preoccupazioni, perchè si tratta di un caso isolato a fronte di una vastità di prodotti biologici garantistici e da preferire lungamente a quelli non bio.

Ricordiamoci che "errare humanum est" e la certificazione biologica segue una regolamentazione molto rigida. 

Altro discorso riguarda gli insettini o loro parti che potrebbero mescolarsi all'infuso bio...e c'è ancora chi si disgusta pensando alla farina di cavallette!😅

Riconoscere una tisana di qualità dai filtri

Assodato che la scelta biologica risulta la più garantistica anche nel caso della maggior parte delle tisane, vediamo se esistono ulteriori indizi della qualità del prodotto confezionato.

Un indicatore importante per le tisane commerciali è proprio la bustina: vi siete mai imbattuti in quelle con punto in metallo o, forse ancora peggio, in polipropilene? Ebbene, quelle sono sicuramente indice di scarsa qualità del prodotto, oltre ad avere il demerito di disperdere nell'acqua bollente sostanze nocive, quali ftalati. 


Discorso analogo anche per quelle termosaldate, che contengono piccole quantità di plastica nei punti di saldatura. Quindi sì soltanto alle bustine con il nodo. 



Quanto al materiale del filtro, di solito si tratta di cellulosa o cotone, ma diffidate di quelle troppo bianche, sbiancate con agenti aggressivi. Non mancano quelle in plastica, nylon o "finta seta", che riempiranno la vostra tazza di microplastiche: avete presenti quelle piramidali? Ecco, tenetevene alla larga!




Scegliere quindi spetta solo a noi: un occhio all'etichetta e, come riprova dalla qualità del prodotto acquistato, un rapido esame anche del filtro!😉

Io vi consiglio queste tisane biologiche della Cupper, con bustine biodegradabili e non sbiancate chimicamente: https://amzn.to/3CiWyga e https://amzn.to/4g55AuX. Quest'ultima è la mia preferita...deliziosa!!😋😋
(In qualità di Affiliata Amazon io ricevo un guadagno dagli acquisti idonei).


Conclusioni

Che scegliate una tisana per dimagrire, depurarvi o semplicemente per rilassarvi e riscaldarvi, ricordate di non agire d'impulso sulla base, magari, di un packaging invitante o incuriositi dall'ultima novità sul mercato.
  
Scegliere una tisana di qualità non è poi così difficile: io vi consiglio di orientarvi sui prodotti biologici, verificando però sempre la qualità e i materiali dei filtri.

Ovviamente, se la vostra scelta dovesse ricadere su prodotti sfusi, tanto meglio, sempre a condizione di affidarvi ai rivenditori giusti (di norma, sì ad erboristi e farmacisti, no a rivenditori improvvisati in strada e al mercato) e di informarvi sulla provenienza degli ingredienti. E' di non molto tempo fa la notizia del rinvenimento di peli di ratto (sì, avete capito bene! 🐀) e batteri fecali in alcune tisane sfuse vendute in un caratteristico (!) mercatino rionale.



Ricordate che non tutto ciò che è naturale è anche necessariamente salutare; capito questo, siamo pronti per orientare le nostre scelte verso i prodotti giusti.

E comunque, come sempre dico, è la dose a fare il veleno e non sarà quella tazza di tisana di mediocre  consumata ogni tanto a creare problemi; perchè, però, non trattarci sempre e comunque bene? 

Ce lo meritiamo eccome!😉



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