Fragranze pericolose: il lilial


Ciao amici e ben ritrovati dopo questo lungo ponte!

Non so se avete avuto modo di guardare il telegiornale in questi giorni; se non è così, vi aggiorno sul maxi sequestro in Calabria di più di 11.000 prodotti per l'igiene personale, presenti sugli scaffali nonostante contenessero un ingrediente vietato da circa un annetto (a metà settembre ne erano stati sequestrati altri 2.000 a Pisa e lo scorso agosto altri 7.000 a Padova!!). La cosa più grave è che, relativamente al sequestro di quattro giorni fa, ci fosse la consapevolezza di agire illegalmente, dal momento che la lista degli ingredienti (l'inci, per intenderci) era stata coperta con una nuova etichetta posticcia in cui, guarda caso, l'ingrediente incriminato non compariva proprio. 

La sostanza in questione è il butylphenyl methylpropional (BMHCA), meglio conosciuto come lilial. 

Cerchiamo di capire le ragioni che hanno portato la Comunità europea a ritirarlo dal commercio dal 01 marzo 2022 (Reg. 2021/1902) e a quali prodotti, nonostante ciò, dovremmo far ancora attenzione.


COS'È IL LILIAL 

Il lilial è una fragranza sintetica simile al mughetto, per moti anni impiegata in cosmetici, detergenti, dentifrici, schiume da barba e detersivi per renderli più accattivanti. 
Già vari anni fa rientrò nella lista dei prodotti altamente allergizzanti, tanto che il Regolamento europeo 2009/ 1223 ne autorizzò l'impiego solo in percentuali molto esigue, stabilite dal regolamento stesso; successivamente fu consentito solo in quei cosmetici che prevedevano la fase di risciacquo, fino ad arrivare al Regolamento europeo 2021/1902 che ne ha vietato radicalmente l'impiego (per ora può essere ancora utilizzato solo nei detergenti per la cura della casa). 
Motivo: vari studi scientifici ne hanno dimostrato la potenziale cancerogenicità, tossicità per la riproduzione (in termini pratici, può causare infertilità), la pericolosità per lo sviluppo dei feti, nonchè il potenziale altamente inquinante per l'ambiente. 

Ora, che lo abbia fatto o meno in via precauzionale, la Comunità europea (per fortuna siamo in Europa, perchè nel Regno Unito e negli USA le normative sono molto meno stringenti!) ha agito a tutela della nostra salute e sarebbe da incoscienti continuare ad utilizzare prodotti che contengano lilial, dato che le alternative ci sono eccome.


COSA FARE SE TROVIAMO UN PRODOTTO CONTENENTE LILIAL?

Come vi ho detto, nonostante il divieto di commercializzazione, non è raro trovare sugli scaffali ancora prodotti contenenti la molecola incriminata; sarà per dolo dei negozianti stessi, sarà per negligenza o disattenzione, fatto sta che, se dovessimo trovarli, avremmo il diritto (e direi, il dovere!) di segnalarli. Ma a chi? Dobbiamo esaminare varie casistiche:

1) Se troviamo il prodotto sullo scaffale nel negozio, possiamo segnalarlo al negoziante che, a sua volta, dovrà (dovrebbe) segnalarlo alle autorità competenti (la normativa prevede, nel caso di presenza di lilial in prodotti cosmetici, gli stessi "dovranno essere accantonati e sigillati in un contenitore con apposta la dicitura "Prodotti non vendibili o cedibili - da restituire al fornitore" e restituiti al fornitore con le modalità opportune" ).

2) Ci accorgiamo di aver già acquistato un prodotto contenente lilial: se l'acquisto è recente (successivo al 01 marzo 2022), possiamo restituirlo al punto vendita (che dovrà attivarsi come al punto 1) per ottenere la sostituzione o il rimborso; se, invece, l'acquisto è meno recente, la cosa migliore da fare sarà smaltirlo nella raccolta differenziata con il proprio contenitore (non versarlo nel wc o nel lavandino).

3) Nel caso di mancata collaborazione da parte del negoziante, possiamo segnalare la cosa alla Guardia di finanza, al Ministero della Salute o  a quello dello Sviluppo Economico tramite la sezione "contatti" del sito Safety Gate https://ec.europa.eu/safety-gate/#/screen/home (a proposito, questo portale è molto utile per restare aggiornati sui prodotti non alimentari pericolosi segnalati alla Comunità europea).

Io a casa avevo, ad esempio, una confezione di Infasil Intimo purity alla camomilla, contenente Butylphenyl methylpropional tra gli ultimi ingredienti: non ricordando quando lo avevo acquistato, non ho potuto restituirlo, ma mi sono ben guardata dall'usarlo e l'ho gettato.

Consultate anche voi la lista dei prodotti incriminati presente su vari siti online, in modo da poter verificare quelli che avete già acquistato😉. 

CONSIGLI FINALI

Prima di concludere è d'obbligo una precisazione: i marchi più famosi hanno provveduto a ritirare i loro prodotti contenenti lilial (vecchie formulazioni) a far data dal 01 marzo 2022. Ciò significa che non li troveremo, in linea teorica, sugli scaffali della grande distribuzione e nei negozi accreditati, ma potrebbero, purtroppo, essere ancora presenti online o in qualche altro tipo di negozio, magari, com'è già successo, con etichette posticce fraudolente.

Facciamo, quindi, sempre molta attenzione al venditore anche quando acquistiamo online e leggiamo la lista degli ingredienti come se fosse un karma da seguire; se posso permettermi, poi, eviterei di usare anche ammorbidenti, detersivi per il bucato (il lilial è ampiamente diffuso in molti detersivi "delicati" per gli indumenti per bambini!) e detergenti per la casa che, seppure esentati per il momento dal divieto, hanno comunque un potenziale tossico.

Esistono così tante formulazioni più garantistiche che, onestamente, non vedo proprio il motivo per cui accanirsi con certi prodotti, anche se li usiamo da anni. Capisco che non tutti siano pronti ad abbandonare le varie frangranze, ma non sempre chi lascia la via vecchia per la nuova non sa quello che trova...io ho trovato, ad esempio, una validissima alternativa nel sapone di Marsiglia: è naturale innanzitutto, è emolliente, purificante e delicato per la pelle (indicato anche per l'igiene intima), ottimo igienizzante per il bucato e la casa (io lo riduco in scaglie da diluire in acqua calda), è indicato per i soggetti allergici, disinfetta con delicatezza, è un ottimo antitarme ed è anche il sapone ecosostenibile per eccellenza! Cosa chiedere di più?
Attenzione però ad acquistare quello originale e puro al 100% (il bianco è indicato sia per l'igiene personale che per quella domestica ed il bucato, il verde specialmente per il bucato, ma anche come antitarme e antiparassitario per le piante) come questo https://amzn.to/3u54r4s (il panetto da 500 g è veramente infinito!).

Lo avete mai provato come shampoo? Ormai sono varie le case che producono shampoo in formulazione solida, anche di ottima qualità, ma non è più semplice acquistare un unico prodotto polivalente, con risparmio di spazio, tempo, denaro?  Un consiglio: risciacquando i capelli con acqua e un aceto delicato, avrete una chioma detersa alla perfezione, lucente e, senza lilial, ci guadagnerà la vostra salute e l'ambiente (la rima non era intenzionale 😁).
Alla prossima!

Commenti

  1. È veramente un piacere leggere i tuoi articoli.Sono sempre interessantissimi .Sempre finalizzati al nostro benessere.Grazie mille.

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  2. Ti ringrazio, è proprio quello lo scopo: far conoscere per aiutare a difendersi e a scegliere consapevolmente 😉

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  3. come sempre,il tuo articolo è illuminante e ci mette in guardia da pericoli costanti e insospettabili.Purtroppo sono molti coloro che ancora oggi antepongono le fragranze e i bei colori di cosmetici e detersivi alla salute.Grazie sempre

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